Quando la notizia è falsa, ma verosimile
Molti ricorderanno la polemica che ha agitato le redazioni di tv e giornali, per la notizia del preside di una scuola di Rozzano (Milano), che avrebbe vietato la celebrazione del Natale in istituto, di aver fatto togliere i crocifissi dalle aule e «umiliato la religione cattolica» annullando il concertino di Natale nell’istituto che dirigeva, per non urtare la sensibilità dei genitori musulmani.
Sull’onda dell’attentato di Parigi, al Bataclan, anche i maggiori quotidiani si sono buttati sulla notizia falsa, ma verosimile.
Senza timore del ridicolo, Repubblica si lancia sulla fake news e titola: “Rozzano, Natale cancellato a scuola: proteste ai cancelli. Arrivano anche Salvini e Gelmini“. Sottotitolo: “Il segretario della Lega arriva con il presepe e i cd musicali. Mariastella Gelmini canta “Tu scendi dalle stelle”. E i genitori si dividono tra chi sta con il preside e chi lo condanna”. Non è da meno il grande Corriere della Sera: “Niente Natale e presepe a scuola. Rivolta dei genitori. Il preside: «Dopo Parigi evitare provocazioni»“. E non stupisce il piccolo Secolo d’Italia: “Non voleva il presepe: il preside di Rozzano (un ex grillino) si dimette.
Tanto clamore per nulla. Bastava telefonare al preside, che ha poi spiegato in una circolare: «mai tolti i crocifissi: non c’erano. Così come il concerto: non era previsto».
Su FQ, Antonello Caporale così ha commentato la vicenda: «nessuno, nei giorni scorsi, si è curato di domandare al preside se i crocifissi li avesse davvero tolti, il concertino annullato, e il Natale svenduto ai fanatici del terrore. Non l’hanno fatto i politici ma nemmeno i giornalisti che anzi hanno propalato (e con qualche compiacimento) il tondo falso di Rozzano. Cosicché ieri il professor Parma ha stilato in un linguaggio freddo ma inappuntabile, la sequela di sfondoni. (…) Il professor Parma, che pare un uomo mite e ragionevole, ha mostrato in un comunicato insieme asettico e perfido la carneficina di verità che si è fatta, il banchetto del falso al quale hanno preso parte tutti».






